Da Marilyn Monroe a Beyoncé: le icone che hanno reso immortali gli stivali texani - KALI SHOES®

Da Marilyn Monroe a Beyoncé: le icone che hanno reso immortali gli stivali texani

Ci sono capi che passano di moda e altri che, semplicemente, non se ne vanno mai. Gli stivali texani appartengono alla seconda categoria.

Sono nati come calzatura da lavoro, pensati per stare in sella e resistere alla fatica. Eppure, generazione dopo generazione, hanno continuato a reinventarsi: dai set di Hollywood film alle passerelle, dai festival estivi agli stadi di un tour mondiale.

Il merito, in buona parte, è di alcuni personaggi iconici che li hanno trasformati in un simbolo. Non solo di stile, ma di libertà, di identità, a volte perfino di appartenenza.

Questo è il viaggio del texano attraverso chi lo ha reso immortale.

 

Prima delle icone: quando lo stivale è diventato spettacolo

Per capire come uno stivale da lavoro sia finito sotto i riflettori, bisogna tornare al cinema e alla musica di metà Novecento.

Negli anni Quaranta, i "singing cowboys" di Hollywood come Roy Rogers e Gene Autry portarono l'immaginario western sul grande schermo e sui palchi, rendendo popolare un look fatto di stivali, jeans e camicia.

Fu un sarto, però, a trasformare tutto questo in puro spettacolo. Nudie Cohn, soprannominato "il sarto del rodeo", negli anni Cinquanta iniziò a ricoprire completi e accessori di strass, ricami e applicazioni scintillanti. I suoi "Nudie Suit" finirono addosso a leggende della musica e cambiarono le regole del gioco: il western non era più solo funzionale, poteva essere sfarzoso, teatrale, memorabile.

Da lì in poi, lo stivale texano ha smesso di essere soltanto una calzatura. È diventato un modo per raccontare qualcosa di sé.


Marilyn Monroe: il glamour scende dal set

Molti la ricordano avvolta in abiti da sera, ma Marilyn Monroe è stata una vera antesignana dei look con i cowboy boots: li indossava già nei pin-up dei primi anni Cinquanta e in film come La magnifica preda (1954).

L'immagine che resta, però, è quella del suo ultimo film completato, Gli spostati (The Misfits, 1961), girato nel deserto del Nevada e scritto dall'allora marito Arthur Miller. Nella parte di Roslyn, Marilyn abbandona per un attimo la femminilità glamour e si veste "da Ovest": jeans Levi's, giacca di jeans da uomo e un paio di stivali in pelle chiara realizzati dallo storico calzolaio Hyer, in Kansas.

Marilyn tenne quegli stivali anche dopo le riprese, e oggi sono considerati tra gli ultimi oggetti legati al suo ultimo film: nel 2025 sono stati battuti all'asta per 78.000 dollari.

Con lei, il texano compie il suo primo grande salto: dal ranch al mito del cinema. E dimostra una cosa che vale ancora oggi: su una donna, questo stivale non toglie femminilità. La ridefinisce.

Dolly Parton: lo stivale come identità

Se Marilyn ha portato il texano dentro il glamour, Dolly Parton ne ha fatto una dichiarazione di identità.

Icona della musica country da oltre sessant'anni, ha costruito un immaginario dove stivali, frange e strass non sono un travestimento, ma il modo più autentico di esprimere sé stessa.

Il suo stylist di lunga data lo ha detto chiaramente: lo stile western è il suo nucleo, ciò che resta quando togli tutto il resto. Dolly ha attraversato le mode restando fedele a se stessa, e nel farlo ha tenuto il country (e i suoi stivali) al centro della cultura pop per decenni.


Madonna: l'ironia come reinvenzione

Nel 2000 Madonna prese un immaginario e lo ribaltò. La copertina dell'album Music la ritrae con un cappello da cowboy, e il videoclip di Don't Tell Me è un piccolo manifesto di stile country reinterpretato in chiave pop: jeans, frange, camicie western e, naturalmente, stivali.

La sua stylist ha raccontato che quel cappello da cowboy era voluto come una provocazione giocosa, un ammiccamento più che un'adesione seria all'estetica western.

Ed è proprio questo il punto: Madonna ha mostrato che il texano poteva anche essere ironico, spregiudicato, pop. Non solo tradizione o autenticità, ma anche gioco e citazione.

Da simbolo di radici, lo stivale diventava strumento di reinvenzione


Sienna Miller e l'era boho: il texano diventa di tutte

A metà anni Duemila, il texano esce definitivamente dal palco e finisce nei prati fangosi dei festival. La regina indiscussa di questa stagione è Sienna Miller, che con i suoi look bohémien, fatti di gonne a balze, cinture borchiate, camicie fluide e stivali con frange, inventa di fatto la "festival chic" al Glastonbury del 2004.

È un momento di svolta democratica. Le catene come Topshop iniziano a replicare quei look, e lo stivale western nella sua versione più morbida - camoscio e frange - entra nell'armadio di tutte. 

Una piccola curiosità: Sienna Miller ha raccontato di aver conservato molti dei suoi pezzi vintage più amati per la figlia. In un'epoca di mode usa e getta, teneva da parte ciò che era fatto bene, per tramandarlo.


Beyoncé: la riscoperta come atto culturale

E arriviamo a oggi. Nel marzo 2024 Beyoncé pubblica Cowboy Carter, un album che è insieme dichiarazione musicale e culturale.

Con brani come Texas Hold 'Em e 16 Carriages, la cantante texana rivendica il proprio posto in un genere e in un immaginario da cui gli artisti neri erano stati a lungo esclusi.

L'effetto sulla moda è stato concreto: nella settimana successiva all'uscita dell'album, le vendite di stivali western e le ricerche online per "cowboy boots" sono creciute vertiginosamente.

L'album ha poi conquistato il primo Grammy come Album dell'Anno per Beyoncé, all'inizio del 2025. Il tour che ne è seguito ha riempito gli stadi di cappelli, denim e stivali di ogni tipo.


Perché il texano non passa mai di moda

Da Marilyn a Beyoncé, ogni epoca ha trovato nel texano un modo diverso di raccontarsi. Glamour cinematografico, identità country, ironia pop, spirito bohémien, rivendicazione culturale: lo stesso stivale, mille significati.

E c’è un altro aspetto su cui ci piace soffermarci: il texano è uno stivale nato per resistere, e anche questo fa parte del suo fascino.

Forse non è un caso che le sue icone, da Marilyn che lo tenne dopo le riprese a Sienna che lo conservava per sua figlia, lo trattassero come qualcosa da custodire, non da consumare.

La vera tradizione degli stivali texani è legata indissolubilmente a quella della produzione artigianale, in cui ogni paio è pensato e costruito con cura

In un mondo che produce e scarta in fretta, uno stivale texano fatto bene è una piccola dichiarazione controcorrente: comprane meno, ma comprane di buoni.

Sceglilo perché ti somiglia, e lascia che il tempo lo renda ancora più tuo.

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